Cosa ci dice il prezzo di una tavoletta di cioccolato sul mondo degli investimenti?

Oliver Sachgau
October 13, 2021
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6 minuti
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Vivid Invest

Credimi se dico che la finanza permea qualsiasi ambito. Ogni giorno, tutto ciò che vedi, senti o utilizzi è collegato, in un modo o nell’altro, alla colossale rete dei mercati finanziari. Per permetterti di fumare una sigaretta, salire sull’autobus o acquistare una merendina, infatti, sono necessarie decine di negoziazioni.

E a proposito della merendina, quanto ti sarà costata? Un euro? Ricordati che quella cifra deve coprire, tra le altre cose, anche tutti gli ingredienti utilizzati dall'azienda produttrice di dolciumi. Se prendiamo il caso di una tavoletta di cioccolato, di solito gli ingredienti sono zucchero, cacao e latte.

Fin qui, tutto chiaro, no? Il cacao ha un prezzo, l’azienda produttrice lo corrisponde e si rifà quando acquisti la merendina.

Non è proprio così. In realtà, le aziende produttrici, gli operatori del settore agricolo e anche chi investe (che di fatto non ha mai toccato con mano le materie prime) ipotizzano e cercano di prevedere di continuo il prezzo effettivo di quegli ingredienti. Questi succede sui mercati delle materie prime e dei future.

 

Che cosa si intende con materie prime?

Il termine materie prime, qui inteso nell’accezione di commodity, è mutuato dal contesto economico: indica qualsiasi bene fungibile, ossia sostituibile nella soddisfazione del bisogno cui è collegato, indipendentemente da chi lo produce. Ad esempio, se intendi acquistare un televisore, quale acquisterai effettivamente ha il suo peso perché alcuni modelli sono più grandi, altri hanno più funzioni o sono di una marca specifica... Tutti fattori che influiscono sul prezzo finale. Un chilo di zucchero, invece, è identico a un altro chilo di zucchero. Nel senso che poco importa quale chilo ti porti a casa: alla fine si tratta sempre e comunque di zucchero. Lo zucchero è un bene fungibile, quindi un ottimo esempio di materia prima.

Tra gli altri esempi troviamo l’oro, l'argento e l’olio. Ma, soprattutto, molte delle colture e beni agricoli, tra cui grano, cacao, soia, mais e (rullo di tamburi) anche lo zucchero.

Sono tutti beni agricoli prodotti apposta per la compravendita sui mercati azionari, il cui prezzo cambia nel giro di secondi a seguito delle negoziazioni. Data la natura immediata di queste transazioni, il prezzo si chiama prezzo a pronti (o prezzo spot). Vediamo un esempio: il prezzo di mercato dello zucchero è deciso dall’omonimo contratto “Sugar No. 11”, col quale il contraente riceve circa 50.000 kg di zucchero di canna non raffinato.

 

L’orizzonte “future”

Fermi tutti. Ma quindi il prezzo di zucchero, cacao e di altre materie prime cambia ogni secondo? Perché, invece, il prezzo della merendina rimane invariato? E poi, gli agricoltori devono attendere che il prezzo sia più favorevole prima di poter vendere il loro raccolto?

Qui subentra il concetto di future. Avrai capito che agli agricoltori e alle aziende non conviene pagare prezzi diversi per prodotti di cui sanno di avere bisogno perché diventa difficile generare ricavi stabili.

Pertanto, acquistano i cosiddetti future, ossia contratti con i quali le parti si impegnano a scambiare una certa attività a un prezzo prefissato e con liquidazione differita a una data futura.

Supponiamo che tu sia l'azienda produttrice di dolciumi e sai che il mese prossimo ti serviranno 100.000 kg di cacao per produrre tutte le tavolette di cioccolato. Finora il raccolto di fave di cacao è andato bene, la stagione è stata molto piovosa; quindi gli agricoltori probabilmente ne venderanno in grandi quantità, che a sua volta garantirebbe prezzi inferiori a quelli attuali. D’altro canto, però, le piogge continuano senza sosta e si teme che le alluvioni distruggano parte del raccolto, che farebbe innalzare i prezzi del cacao. A prescindere, dato che preferisci non rischiare, acquisti un future col quale puoi comprare 100.000 kg di cacao a un prezzo leggermente più elevato rispetto a quello attuale. Così sai esattamente quali saranno le tue spese il mese prossimo e l’agricoltore sa che riuscirà a ottenere un buon prezzo per le sue fave di cacao, anche se ne ha a iosa da vendere.

N.B.: dato che il prezzo del bene scambiabile dipende dal valore di qualcos’altro (come abbiamo visto nell'esempio del cacao), il contratto si definisce derivato.

Per questo il prezzo della tavoletta di cioccolato resta pressoché invariato: spesso le aziende produttrici si accaparrano le materie prime con largo anticipo così da programmare le spese e correggere i prezzi al dettaglio soltanto se necessario.

 

L’importanza degli investimenti

I future si concludono in due modi: con la consegna fisica del bene sottostante oppure con la liquidazione per cash settlement (calcolandone il controvalore monetario). La consegna fisica si spiega da sola: a fronte dell’acquisto di un contratto per la consegna di 100.000 kg di cacao da qui a un mese, un mese dopo ti saranno recapitati i 100.000 kg di fave di cacao.

E se non li volessi tutti questi chili di fave di cacao? Se, per dire, prevedi che il prezzo aumenterà, puoi decidere di acquistare un contratto future a un prezzo irrisorio e guadagnarci rivendendolo non appena il prezzo torna a salire. In pratica, rivendi il cacao dopo che ti è stato consegnato. Non è affatto semplice, però, e il trasporto e lo stoccaggio del bene complicano ulteriormente le cose. Un’altra opzione è la liquidazione per cash settlement, dove ricevi la differenza tra il prezzo d’acquisto e quello attuale. Se il prezzo cala, corrispondi la differenza all’operatore che vende il future, mentre in caso contrario è l’operatore a versarla a te.

È qui che torna in ballo il discorso iniziale, quando dicevo che la finanza permea qualsiasi ambito. Stando alle stime, infatti, i future si concludono con la consegna fisica soltanto nel 3% dei casi. In realtà, la liquidazione per cash settlement è l’opzione più gettonata perché consente un passaggio di mano del contratto future tra chi investe e chi specula, quindi i future diventano come qualsiasi azione o criptovaluta.

Questa serie di negoziazioni, tuttavia, rischia di influire sul prezzo effettivo delle materie prime. Il tempo atmosferico, l’abbondanza di colture e i fattori reali sono importantissimi, ovvio, ma non spiegano tutte le oscillazioni dei prezzi.

La prossima volta che il prezzo delle tavolette di cioccolato aumenterà, pertanto, potrai tranquillamente dare la colpa a chi specula in borsa. 

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